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Mechanicismus magicus

    Lo sappiamo, questo blog sembra una sega mentale meccanicista. Lo è, ma neanche tanto. Perché?

    Lo è perché ci piace analizzare big matters con un approccio minimalista sapendo che il minimalismo è necessario ma non sufficiente. La società di oggi è sostanzialmente fideistica. Stavamo per utilizzare il termine idealista ma è sbagliato infatti non segue un ideale specifico ma segue una fede e un catechismo del processo industriale che può cambiare in base alle certificazioni di turno.

    La fede viene celebrata attraverso i managers che sono i sacerdoti, i cardinali gli impiegati della banca e delle poste e i vescovi sono i termoburocrati intoccabili dai magistrati alla La Garde. Gli evangelisti sono i so called giornalisti che trasformano fatti neutri in informazioni che loro stessi non hanno compreso ma pretendono di spiegarti.

    La fede, il dogma sono l’ostacolo a qualsiasi tipo di pensiero critico e discussione costruttiva… (sappiamo però anche essere l’unico appiglio in casi di sopravvivenza estrema quindi ovviamente le cose vanno contestualizzate). Anche se hai la fede dalla tua parte (Gott mit Uns!) ma non mangi, crepi, magari felice e pensando di essere nel giusto…ma crepi uguale. Quindi, se proprio uno vuole crepare almeno che sia per una buona causa.

    La fede, per avere un senso compiuto, deve essere basata su un ideale razionale e metodologico, ogni forma di ideale razionale deve essere basata su un ordine concreto per elevarsi poi a qualcosa che può andare oltre. “Abbi fede in te stesso” ti viene detto: no sbagliato!, avere a priori fede in se stessi non vuol dir nulla anzi, è solo arroganza. Sei giustificato nell’avere fede in te stesso se prima di tutto conosci te stesso (sempre le solite banalità, il lettore ci scusi), conosci i tuoi limiti e sai oltrepassarli mettendo a frutto le tue capacità, altrimenti sei solo uno sprovveduto. Facciamo un esempio oltre la persona singola: se sono uno stato e voglio essere una potenza militare (=fede) avrò bisogno di materie prime ed energia a basso costo (=ordine concreto) altrimenti i miei sogni bagnati di impero galattico restano masturbazioni di una pubertà non sviluppata.

    Da qui il nostro meccanicismo magico… sclonc, scusate ci è scivolato il monocolo…

    Potremmo dire che il nostro meccanicismo magico scaturisca da un individuo assoluto che, per stare in piedi tra le rovine, ha ritrovato i legami primari con la terra sulla quale erige solide fondamenta e costruisce una pletora di strumenti per esprimere la propria crescita spirituale ed economica.

    La macchina è prolungamento del braccio e del pensiero umano, siamo un tutt’uno con i nostri utensili. Per saldare le piastre di acciaio di un Panzer ho bisogno della saldatrice, del taglio laser, delle acciaierie, dell’elettricità per attivare i carriponte e gli argani. Questa mano metafisica, che tutto sposta e crea, divora energia, plasma prometeicamente la realtà dentro fucine vulcaniche, il mito segue la realtà dell’uomo come ha sempre fatto dall’alba dei tempi. Trascurare Vulcano e antecedere Apollo è come dare a quest’ultimo un arco ornamentale, tipo quelle catane attaccate al muro, che non hanno alcuna funzione reale: sono solo ornamenti. Le cose vanno assieme, necessariamente.

    Non c’è velocità senza motore, non c’è proposito senza incanalare il fuoco nei tubi contenitivi. La magia dell’intento non vale una pipa di tabacco senza il maglio idraulico.

    Noi proseguiremo nel battere il ferro dei fondamenti cartesiani della realtà pur non prendendoli a fede assoluta bensì come piacevole linea guida. Siamo la fiera dell’ovvio ma, tra i venti avversi dei fideisti religiosi della contraddizione in termini (EU che fa la guerra al diesel e poi vuole riconvertire le fabbriche di auto in carri armati senza manco avere energia per fabbricarli), noi siamo quelli che spingono dall’altra parte per sperare di tenere il timone al centro.

    Dal troppo si arriva meglio alla giusta misura (cit L’Asso di Cuori, G.Keller).

    Quindi? Quindi se non mangi muori: ci sono delle funzioni organiche che devono essere mantenute per far sbocciare il metafisico. La società odierna dei servizi si ritiene superiore all’agricoltura e alla metalmeccanica: è una piramide al contrario che si regge sulla punta. Il meccanicismo magico vuole ristabilire, celebrando l’ovvietà di certe idee, l’ordine prioritario delle cose e raddrizzare la piramide: non c’è forza creativa umana se non c’è la biologia umana che sostiene l’esistenza del corpo stesso.