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Homo habilis e il degredo sigureza

    Diciamo subito che non parleremo del degredo sigureza perché c’è abbastanza gente che ne parla o ne ha parlato, ve lo mettiamo qua andatevelo a leggere:

    https://pg-perugia.giustizia.it/cmsresources/cms/documents/DL%202026%2023%20decreto%20sicurezza.pdf

    noi non perderemo tempo a commentare cose fatte da minus habentis, piuttosto parliamo d’altro!

    L’Homo habilis! L’uomo è strumento, l’uomo senza la mano ed il pollice opponibile non sarebbe quello che è. Abbastanza banale come riflessione, vero… Se ci fosse una specie aliena capace di utilizzare la telepatia o il controllo a distanza di altri essere viventi, non avrebbe probabilmente bisogno della mano prensile per modificare il mondo. La loro cultura sarebbe basata su una ovvia e scontata (per loro) interfaccia col mondo. Per loro potrebbe essere che lavorare con le mani sia la più alta aspirazione mentre per l’uomo moderno è l’opposto.

    Il primo strumento tecnologico frutto del pensiero e della maestria fu l’oggetto che serve a modificare altri oggetti, lo strumento per creare l’infinità di strumenti che ci rendono uomini.

    Il coltello, lo strumento per eccellenza. Una lama di ossidiana per modificare, tagliare, incavare, raschiare, intagliare, segare, separare e in ultimo unire. L’ago non è altro che un coltello senza lama con solo la punta, senza il coltello non c’è l’ago. Senza la lama che taglia e sagoma non c’è la ruota.

    Una lama che diventa lancia, punta, freccia: per difendere, cacciare, uccidere. Non c’è giudizio, c’è realtà, c’è cause ed effetto. Se non ti difendi, qualcosa o qualcuno si approprierà dei frutti del tuo lavoro, se non cacci non mangi, se non uccidi ne difendi ne cacci. Il coltello è il fondamento simbolico e pratico della nascita della cultura umana e della sua prosecuzione futura.

    Non a caso l’habilis è il primo considerato Homo. Aperta parentesi: Immaginiamoci l’Homo habilis che deve uscire di casa e rispettare il degredo sigureza: ok il pugnale è un’arma, non posso portarlo fuori casa anzi devo avvertire il capotribù, le frecce, ok sotto i 5cm con giustificato motivo ma per avere l’arco devo avere il patentino di tiro sportivo mi raccomando, quindi solo tirare a obbiettivi di paglia rinforzata, la mazza? giustificato motivo però devo passare per il centro del villaggio quindi devo lasciarla a casa, no a mio figlio non posso dare coltelli che è minorenne e se ne troviamo uno per terra dobbiamo buttarlo, a poi quello a lama richiudibile, si sto scrivendo il brevetto pleistocenico e sto aspettando l’approval ma solo con lama senza blocco perché altrimenti…eh potrebbe essere illegale e mi costa anche un anno senza poter cavalcare gli scimpanzé. L’habilis contento di rispettare le norme esce dalla caverna, passa per il villaggio, saluta il capo tribù e poi esce dall’accampamento. Dopo poco le creste degli alberi vengono scosse alla base un grido stridulo e un tonfo. Una tigre dai denti a sciabola era passata di là ignorando che anche lei era dotata illegalmente di denti a sciabola ma si è pappata comunque il povero post-primate che però non continuerà la sua discendenza, è stato selezionato. Chiusa parentesi.

    Non entreremo in questa sede in dettagli riguardanti il simbolismo del coltello, della lancia, della freccia e poi della spada anche se vogliamo sottolineare quanto il coltello sia stato parte integrante delle ritualità preistoriche e successive fino all’era moderna. Di per se, quindi è diventato oggetto-tramite per il sacro proprio durante l’uccisione dell’animale cacciato. Oggetto del rituale e per il rituale.

    Il coltello, lo strumento per eccellenza. Trapani, frese e torni sono altra evoluzione del coltello: asportazione di truciolo, giri al minuto, temperatura del tagliente, tempra, trattamenti superficiali. Il dente della fresa è una spada medioevale, la punta da trapano è la falange oplitica, l’utensile da tornio è l’alabarda rinascimentale.

    L’uomo pensa attraverso la mano, la mano che crea uno strumento, lo strumento crea altri strumenti e la mente si adatta.  L’intimità culturale tra mente, mano, strumento e mente è una catena che ha creato la forma di progresso fisico del presente (sottolineiamo fisico perché uno non implica necessariamente anche un progresso spirituale). Il paradosso è che abbiamo raggiunto il punto per cui la “mente” decide che alcuni strumenti sono sbagliati in base alla propria forma (punta e lama)…piuttosto che al loro utilizzo in determinate circostanze: si sta scambiando la forma con la sostanza.

    Lode al coltello, lode alle abilità umane.